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marzo 27, 2019
                                                                                                          

Stress


L’uso del termine stress è ormai entrato nel quotidiano di tutti.

Pochissime parole di origine medico scientifica come il termine stress hanno avuto una simile diffusione in ambito sociale. Si tratta di una parola che, per quanto utilizzata in situazioni molto diverse tra loro, evoca in noi una sensazione inconfondibile di sofferenza o disagio soggettivo. Tutte le definizioni di stress partono dalle osservazioni sperimentali di Selye nel 1936 sugli animali. I suoi esperimenti consistevano nell'iniettare quotidianamente una sostanza a dei ratti per testarne gli effetti, e su questi animali aveva poi riscontrato:
ulcere dello stomaco, atrofia dei tessuti del sistema immunitario e ingrossamento delle ghiandole surrenali. Gli stessi sintomi si potevano riscontrare anche nei ratti in cui era stata iniettata quotidianamente una soluzione fisiologica (innocua). Questi animali avevano in comune solamente il fatto di aver subito quotidianamente delle iniezioni, quindi i sintomi che presentavano potevano essere una risposta dell'organismo ad un fattore esterno. Selye cercò di dimostrare la sua tesi sottoponendo gruppi di topi all'esposizione a temperature molto elevate o molto basse, a tossine, rumori forti e agenti patogeni. Effettivamente furono riscontrati gli stessi effetti. Il termine usato per descrivere questa situazione ("stress")fu mutuato dalla fisica (indicava lo sforzo o la tensione a cui era sottoposto un materiale), Selye lo impiegò per indicare la "risposta non specifica dell'organismo a uno stimolo negativo", noto anche come "stress". Nacque cosi la disciplina fisiologica dello stress.

Una qualsiasi esperienza sgradita, se prolungata nel tempo, provoca, prima o poi, un esaurimento delle capacità del soggetto interessato di affrontare tale situazione. Tale esaurimento può manifestarsi, sia a livello psicologico che a livello somatico.

In questa definizione, diciamo poco tecnica, ma essenziale nella sostanza, troviamo tutti gli ingredienti necessari dello stress: il soggetto (ogni individuo è diverso dall’altro), un fattore stressogeno (non per tutti una situazione può essere allo stesso modo spiacevole,  essa anzi può dare origine anche ad una sensazione del tutto opposta. Come il  lanciarsi con il paracadute, per esempio),un fattore tempo. Ognuno dei tre ingredienti quindi può essere estremamente variabile. In ogni caso l’elemento chiave è l’individuo, non fosse altro perché è colui che, quando “stressato”, in qualche modo lo manifesta. Il soggetto è anche quello che maggiormente può trovare soluzioni ad una situazione stressante, sulla base di alcune capacità (tra cui una delle più semplici è la fuga), frutto di varie caratteristiche che può possedere. Possiamo chiamarle, per rendere l’idea, risorse personali.

Nel linguaggio scientifico gli anglosassoni hanno coniato un termine ben preciso per esprimere questa capacità: il coping. Basta guardarci intorno, tra amici e conoscenti, per renderci conto di queste diverse capacità individuali nel reagire di fronte a delle avversità. Potenzialità individuali in parte innate, in parte regalateci dai nostri genitori.

Un altro elemento fondamentale è lo stressor (l’agente esterno cioè che attiva la reazione dell’individuo a causa della sua intrinseca capacità di disturbare lo stato di quiete).


Si ritiene possano essere altamente stressanti eventi come la morte di un figlio, di un coniuge, una sentenza di carcerazione, etc.. Tuttavia sono praticamente infinti i potenziali agenti stressogeni. Considerando semplicemente che l’individuo trascorre buona parte della giornata nei luoghi di lavoro, è naturale che, in questo ambiente, vi sia una buona probabilità di incontrare situazioni percepite dal soggetto stesso come stressanti. Tra queste possiamo sicuramente annoverare molti eventi tipicamente connessi all’attività lavorativa e alla sua organizzazione. Lo sono sicuramente la perdita del lavoro, uno stato di disoccupazione, ma anche il pensionamento o una retrocessione nel lavoro. Si tratta, come si può notare di eventi non quotidiani, spesso assai rari, a volte (pensionamento) unici. Eventi notoriamente in grado di destabilizzare un equilibrio in quanto collegati a cambiamenti che possono costituire gravi minacce per le sicurezze di base dell’individuo. Proprio per la loro grande portata emotiva concentrata in un breve arco di tempo, questi eventi sono in grado di determinare degli scompensi sostanziali sulla vita di un individuo tanto che i disturbi che ne possono originare sono stati definiti stress post-traumatico. Sono situazioni che necessitano quindi di un periodo riassestamento per ciascuno di noi.

 

                                                             

Caretta dottor Daniele - Specialista in Medicina del Lavoro - Corso Venezia 7, 37131 Verona - P.I. 01504710235 - Registrazione all'Ordine dei Medici di Verona n.4216
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