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agosto 18, 2019

                                                                                  

Il lavoro umano

 

La storia ci ha insegnato che, per circa due milioni di anni, gli uomini nascevano, lavoravano e morivano. La distinzione non era tra lavoro e non lavoro, ma soltanto tra sonno e veglia, perché essere svegli significava essere al lavoro. Non si usava un termine designante il lavoro. In tali società il lavoro era sinonimo di vita a tal punto che non era necessario alcun termine specifico per designarlo. Ciò che fece saltare questo interminabile ciclo umano fu la scoperta della divisione del lavoro, vale a dire dell’organizzazione del lavoro.

 

 

Natura
del
lavoro

La divisione del lavoro, creando un interdipendenza delle varie attività lavorative, agisce come cemento che tiene legata la società, affiancando persino la religione come elemento unificante nel processo di civilizzazione.

 

 

La divisione
del
lavoro

 

Taylor, in piena rivoluzione industriale, percepisce l’importanza del lavoratore all’interno di un processo di produzione. Cerca di razionalizzarne il modo di lavorare per renderlo un elemento intercambiabile, ma, ignorando gli aspetti comportamentali individuali, l’esperimento troverà limitate applicazioni.

 

 

L’organizzazione del
 lavoro

 

Gli studi di Elton Mayo (1927) evidenziano che, con la razionalizzazione e la parcellizzazione del lavoro, il lavoro stesso ha perso il suo significato intrinseco. L’uomo ricerca nel rapporto con gli altri il significato del lavoro e il suo senso di identità personale. Il lavoro è intimamente legato all’essere sociale dell’uomo.

 

 

aspetto sociale del
lavoro

 

A partire dagli anni 50 l’imprenditoria riconosce e valorizza sempre di più le risorse umane. Nasce la psicologia industriale e delle organizzazioni. Le imprese cominciano ad investire sulla formazione e il coinvolgimento del personale.

 

 

Psicologia
 del
lavoro

 

Dopo oltre centocinquanta anni in cui, per migliorare gli ambienti di lavoro (nascita dell’INAIL, legislazione sulla tutela del lavoro) si era concentrata l’attenzione su elementi esterni (infortunistica, rischi fisici, chimici ed ergonomici), oggi viene riconosciuto, anche giuridicamente, l’aspetto umano del lavoro. Tutti sono d’accordo nel ritenere che il lavoro sia un fattore fondamentale nel condizionare, sia in positivo che in negativo, la qualità della vita. Al lavoro vengono assegnati obbiettivi più vasti, sia materiali che non.

 

 

 Leggi,
Istituzioni
e
 lavoro

 

Lo stress lavoro correlato è un possibile canale di studio per evidenziare problematiche all’interno delle organizzazioni lavorative. Con l’Accordo Europeo Sullo Stress Sul Lavoro del 8/10/2004, gli stati membri, decidono che “considerare il problema dello stress sul lavoro può voler dire una maggiore efficienza e un deciso miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, con conseguenti benefici economici e sociali per le aziende, i lavoratori e la società nel suo insieme”. L’accordo inizia così: “Lo  stress da lavoro è considerato, a livello internazionale, europeo e nazionale, un problema sia dai datori di lavoro che dai lavoratori”.

 

Disagi,
conflitti
e
stress in ambiente di lavoro

 

 

Nel gennaio 2011 è entrato definitivamente  in vigore  (art. 28 DL 81/2008 del 3 Aprile 2008)  l’obbligo da parte dei datori di lavoro di valutare tutti i rischi per la sicurezza e
la salute dei lavoratori
negli ambienti di lavoro…
 anche i rischi collegati allo stress lavoro-correlato.

 

 

 


                                                               

Caretta dottor Daniele - Specialista in Medicina del Lavoro - Corso Venezia 7, 37131 Verona - P.I. 01504710235 - Registrazione all'Ordine dei Medici di Verona n.4216
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